Da qualche settimana Google ha lanciato la nuova funzione dei webmaster tools Site performance (Prestazioni del sito) – ancora in fase sperimentale – che fornisce informazioni sulla velocità del sito web e indicazioni sugli strumenti per migliorare questo aspetto della piattaforma.
L’obiettivo – secondo quanto si legge dalla pagina di supporto dedicata a questa funzione Labs – è quello di operare verso l’ottimizzazione dell’esperienza di navigazione degli utenti e della qualità del web: più veloce e, di conseguenza, maggiormente capace di soddisfare l’esigenza degli internauti di esplorare la Rete sfogliando le pagine web come quelle di un magazine cartaceo. La rapidità con cui essi devono riuscire a reperire le informazioni cercate diventa per Google una priorità.
Già da tempo si parlava della Site speed come di un aspetto a cui Google avrebbe dato sempre più rilevanza e una dichiarazione di Matt Cutts durante un’intervista aveva determinato un po’ di “agitazione” nella comunità del SEO.
“Storicamente non abbiamo utilizzato questo parametro per determinare il ranking, ma ora molte persone in Google pensano che il web debba essere più veloce, debba fornire una esperienza migliore. Quindi è piuttosto corretto dire che se hai un sito veloce otterrai un piccolo bonus, e se hai un sito terribilmente lento, magari gli utenti non lo gradiranno molto”.
La velocità di caricamento del sito – tempo trascorso dal momento in cui si clicca su un link a quando la pagina cui esso rimanda viene completamente caricata e visualizzata in un browser – diventa, dunque, una delle caratteristiche che determineranno il posizionamento nei motori di ricerca. Dal grafico osservabile dalla sezione dedicata a Site performance – raggiungibile dal percorso Funzioni sperimentali > Prestazioni del sito – si nota che Google considera veloci siti web che hanno tempi di risposta inferiori a 1,5 secondi. Tale tempo è calcolato sulla base di dati raccolti dagli utenti che hanno installato la Google toolbar e attivato la funzione Page Rank.
Il SEO e le dinamiche di posizionamento nei motori di ricerca sembrano, quindi, cambiare ancora. Google premia non più solo l’originalità dei contenuti ma anche – e forse soprattutto – la facilità nella fruizione di questi da parte degli utenti. Ciò comporta che tra i responsabili della visibilità online delle piattaforme web siano maggiormente coinvolti i webmaster. La particolare rilevanza della site speed determinerà cambiamenti nella stessa progettazione dei siti. Immagini grandi e pesanti, l’utilizzo di tecnologie come il Flash per gli effetti speciali e widget ormai sono assolutamente da evitare: si procede verso un minimalismo assoluto. Chissà che gli utenti non apprezzino questo nuovo “stile” essenziale ma funzionale…








