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joomla!La Joomla! Extention Directory – JED è la directory ufficiale delle estensioni terze parti per Joomla!, uno dei CMS open source più diffusi al mondo.
Qui è possibile pubblicare il proprio componente o il proprio modulo che, se approvato, potrà essere visualizzato e scaricato da tutti gli utenti interessati.

Il 27 dicembre scorso, un articolo pubblicato sul blog della Community ha annunciato alcune novità che interesseranno la JED e, quindi, il mondo delle estensioni di Joomla! e degli sviluppatori.
A partire dal prossimo luglio, la JED accetterà e pubblicherà solo estensioni di Joomla! coperte da licenza GNU/GPL, naturalmente open source. Entro questi sei mesi le estensioni coperte da qualunque altro tipo di licenza dovranno essere “convertite”, pena la rimozione dalla JED, con conseguente perdita di tale livello di visibilità.

La notizia ha scatenato non poche polemiche sul forum ufficiale del CMS ed ha scosso il mondo degli sviluppatori che commercializzano le estensioni di Joomla! e che vedono in questa decisione una minaccia al loro business.

Altra novità importante annunciata dal team di Joomla! riguarda le politiche adottate per i “fork” delle estensioni.

Cosa accade oggi?
Supponiamo di aver creato un nuovo componente open source chiamato “Infocube Plugin” e immaginiamo che la nostra soluzione software sia di particolare interesse, ma che non soddisfi a pieno le esigenze di determinati utenti. Può quindi capitare che uno sviluppatore decida di aggiungere delle funzioni al codice sorgente della nostra estensione e rilasciare così una nuova versione rinominando il progetto in “Infocube Plugin Pro” , appropriandosi così della paternità di quanto precedentemente sviluppato.

Questo scenario capita spesso ed è per questo che il team di Joomla! ha deciso di definire una politica per la gestione anche dei fork.
In particolare quanto descritto non sarà più possibile. I fork, infatti, dovranno avere un nome completamente diverso da quello del software originario, la numerazione delle versioni dovrà essere diversa, il riferimento al progetto originario dovrà essere molto esplicito e, infine, i cambiamenti apportati dovranno essere “tangibili”.

E’ evidente quindi una forte presa di posizione a difesa dell’open source e della trasparenza del codice sviluppato, seppur non sia negata la possibilità di creare estensioni a pagamento.

Infocube sostiene da sempre le tecnologie open source e anche questa volta non può che accogliere con entusiasmo questa svolta a favore della Community.

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